Prima Ispezione:
Di fronte alla porta la sigaretta raggiunge il marciapiede e viene subito ammazzata dalla punta di una scarpa lucidissima.
Un primo tocco al nodo della cravatta, un secondo ai capelli per persuaderne uno particolarmente ribelle alla coercizione del gel, un terzo a un granello minuscolo sfacciatamente posato sul panno della giacca di cui si allaccia il bottone. Nasconde sotto la lingua la professionale mentina atta a celare la professionale alitosi e spalanca la porta. L'occhio è allenato a situazioni come queste, nessuna disposizione interna lo può cogliere in contropiede e infatti individua subito il bancone, le impiegate, la disposizione dell'ufficio.
- Salve! sono Marcioli della direzione!- annuncia come le cinciallegre e i passerotti presentano un nuovo giorno, radioso e felice.
La ragazza si sdilinqua e contorce ignara del bisogno di una decisa detartrasi per quel sorriso direzionale. Dimentica del bon-ton dell'impiegata che riceve l'emissario del Potere Centrale, tenta di sopperire con un'arte della seduzione imparata sui fascicoli di "Donna moderna" e vanificate,tra l'altro, da un sex- appeal improbabile come la pace nel mondo.
Nel sancta santorum agenziale parte subito una stretta di mano decisa, rassicurante come la mano del padre. " Ci sono qua io, ora, và tutto bene."
Il mondo è prospero e gaudente con il tuo tecnico efficiente, capace di spostare il culo da una poltrona per ospiti in finta pelle (la poltrona non gli ospiti) ad un sedile di auto in vera pelle (il sedile non l'auto) e viceversa.
- Allora, che si dice in Compagnia ?
- Si dice poco e si lavora molto.
E si continua così, come si conviene tra uomini di business, ironici con misura, serie in buon umore con buon senso.
In seguito il Cliente vedrà andar via un tecnico capace, disponibile, che sa il fatto suo e ha a cuore le sorti della sua fabrichetta, e anche la stretta di mano dell'agente è meno umida, più rilassata.
- Bevi qualcosa ? - chiede con gratitudine.
- No grazie.- risponde l'altro con un sorriso dolce.- Devo andare
In un film la camera lo seguirebbe mentre va verso il tramonto con un sottofondo di blues fino alla dissolvenza.
II° Ispezione:
Il sottile strato di polvere che appanna il cuoio delle scarpe, pare trattenere i suoi piedi sui gradini. Eppur si muovono strascicando un po' la suola e portando un corpo ancora ingobbito dalla posizione di guida. Di fronte alla porta ingolla una boccata d'aria che esalta l'effetto della nicotina nei polmoni, poi entra dentro, con le falde della giacca impegnate a raccogliere minuscole particelle di cenere e il nodo della cravatta che tenta, invano, di nascondere il bottone slacciato del colletto.
- Salve (rumore di gola che si schiarisce) sono Marcioli della Direzione.
La ragazza dietro al bancone dà una mano di cortesia al muro dell'indifferenza, ma molto sottile, giusto un velo continuando la metodica ruminazione del chewing-gum lo porta dall'agente.
Trova la sua mano troppo sudata e molliccia, il suo sorriso troppo stereotipato, l'arredamento troppo pretenzioso e anche, ad essere sinceri, non comodo. In quanto ai diplomi ben incorniciati e le foto di famiglia sulla scrivania... non spreca un ulteriore sguardo per l'ennesima replica di un filmetto di serie B.
- Cosa si dice in Compagnia ?- esordisce l'anfitrione con invidiata originalità.
- Solita roba.- risponde l'altro lordando subito il portacenere della macchina e reprimendo un improvviso bisogno di scoreggiare.
Luoghi comuni e care e buone vecchie banalità di repertorio non sufficienti però con il cliente troppo pignolo e la lingua che pare di lamiera e inceppa il ritmo del discorso, con le parole giuste che giocano a rimpiattino, si mostrano appena per poi fuggire beffarde, un pelo fuori portata.
Su tutto, sovrana, la voglia di fuggire o,in alternativa, di togliersi le scarpe.
- Andiamo a bere qualcosa?- invoca un tecnico oramai deligittimato una volta fuori dal supplizio.
- Scusami sai, ma ho un appuntamento con un altro cliente.- risponde l'altro temendo che il suo naso si allunghi.
Una ulteriore stretta di mano, più umida e frettolosa della precedente, poi l'auto parte come in una fuga.
III° Ispezione:
Dal radiatore dell'auto esce un fumo denso e chiaro che accarezza il muro contro il quale si è fermata. Anche senza questo insolito e cruento posteggio, un eventuale malfattore sarebbe scoraggiato dall'aspetto dell'abitacolo pieno di lattine semi vuote e semipiene di birra da poche lire, mozzicone di marche diverse di sigarette, cartine geografiche incastrate in giornali porno, musicassette di Tom Waits.
Con passo robotico sale le scale seguito dalla cintura dell'impermeabile che spazza i gradini, un laccio segue la scarpa impolverata dimenandosi impazzito, la cravatta sembra un cappio sulla camicia macchiata e un po' fuori dai pantaloni.
Di fronte alla entrata alza un piede preparandosi all'irruzione, ma la scarpa ricade in avanti sbilanciandolo fino a che la fronte sbatte, pesantemente, contro la targhetta di metallo riuscendo così a compiere quella operazione di aprire il battente che ,generalmente, si fa con mano e maniglia.
- Saaalve- annuncia facendo passare le parole su quella grattugia che gli sembra di avere nella gola
- Sono ... Marcio... sono Marcioli,sì, della direzione, cazzo.
La ragazza dietro al bancone abbassa lentamente le braccia che aveva alzato e tenta un sorriso parecchio forzato verso quel personaggio che tenta di tamponarsi un taglio sulla fronte usando la cravatta.
L'agente,più professionalmente, nota la patta spalancata nei pantaloni che spicca in mezzo ad una costellazione di pieghe, briciole e macchie di ignota provenienza. Ritira prontamente la mano tesa e,peraltro, del tutto ignorata, e ride nervosamente ai suoi commenti sul fisico delle ragazze, commenti senz'altro precisi da un punto di vista anatomico ed enunciati con voce da stadio settore curva.
- Che si dice in compagnia ? - dice l'agente con voce falsamente garrula una volta a bordo dell'auto.
La risposta arriva sotto forma di conato e un odore tremendo di panino autostradale, invade la radica e la pelle dell'abitacolo.
Dopo un certo periodo di tempo il tecnico è di nuovo solo.
L'agente è ancora dal cliente nel tentativo di sedare una crisi isterica.
" Forse non dovevo sbattergli la testa contro la scrivania e chiamarlo zuccone" pensa con encomiabile spirito autocritico " D'altra parte quella clausola l'avevo già spiegata sei volte !"
Ma non c'è tempo per i rimpianti, non è il momento per chiedersi che fine ha fatto la borsa che, ricorda vagamente, di aver avuto, o in quale circostanza si è tolto la cravatta per legarla sulla fronte a mò di guerrigliero.
Nel bar di fronte c'è una discussione che promette bene. Forse sfocerà in rissa e c'è ancora del tempo prima di arrivare a casa.
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