giovedì 22 novembre 2007

L' amore ai tempi delle circolari

Da: Quercioli Andrea

Inviato: mercoledì 11 giugno 2003 9.53

A: Lolli Roberta

Oggetto: giornalino

Robby, leggi stà storia e dimmi se può andare

L'amore ai tempi delle circolari

C'era una volta, magari nemmeno tanti anni fa, che poteva capitare che un collega decidesse di staccare un po' prendendosi un caffè. Lì magari incontrava sempre una collega, con le sue colleghe, che staccavano un po' e , per un motivo banale, magari perché non si avevano in tasca abbastanza spicci per un caffè, si scambiavano due battute magari sulla qualità del caffè o cose del genere. Magari poi il collega arrivava alla mattina parcheggiando ad orari diversi prima in Via Stalingrado, poi in Via Calzoni, fino a che non incontrava la collega che aveva appena piazzato la macchina.

Allora facevano finta di incontrarsi per caso e percorrevano quelle poche decine di metri fino alla porta d'ingresso parlandosi e iniziando a conoscersi se non altro per nome, cognome e settore di appartenenza.

Magari più tardi, a metà mattina, uno dei due avrebbe fatto un salto nell'ufficio dell'altro con una scusa qualsiasi e dopo quindici minuti di ravanamento uno avrebbe invitato l'altro per prendere un caffè insieme e avrebbero continuato la conoscenza facendo seguire la bevanda, oramai fredda tra le mani, da una sigaretta tattica.

Magari poi tornavano nei loro uffici che erano stati assenti una mezzorata e i colleghi per sfotterli dicevano che li aveva cercati il capo ma loro continuavano ad annuire, con un sorriso idiota stampato in faccia. Magari nessuna dei due pensava ancora che certi amori a volte, nascono anche così.

C'era una volta, magari nemmeno tanti anni fa, che poteva capitare che un collega andasse a prendersi un momento di relax alla macchinetta del caffè. Lì magari incontrava sempre una collega con le sue colleghe a prendersi un un momento di relax e , per un motivo banale, magari perché non si aveva la chiavetta abbastanza carica, si scambiavano due chiacchiere magari sulla qualità del caffè o cose del genere. Magari poi il collega arrivava alla mattina alle sette e un quarto sennò non trovava da parcheggiare presto e dove trovava sennò non trovava posto e cazzeggiava camminando tra Via Stalingrado e Via Calzoni fino a che non incontrava la collega che aveva piazzato la macchina.

Allora facevano finta di incontrarsi per caso e percorrevano quelle poche centinaia di metri fino alla porta d'ingresso parlandosi e iniziando a conoscersi se non altro per nome, cognome e settore di appartenenza.

Magari più tardi, a metà mattina, uno dei due avrebbe telefonato all'altro per prendere accordi per un caffè insieme e avrebbero continuato la conoscenza facendo seguire la bevanda, oramai fredda tra le mani, da una sigaretta tattica. Magari poi lui tornava nel suo ufficio che era stato assente un quarto d'ora e il capo gli chiedeva dove cavolo era stato tutto quel tempo e poi parlava di lavoro ma lui pensava solo a quel file carino che aveva visto in internet e che poteva mandare a lei. Magari nessuna dei due pensava ancora che certi amori a volte, nascono anche così.

C'era una volta, magari nemmeno tanti anni fa, che poteva capitare che un collega andasse a prendersi una pausa ristoro alla macchinetta del caffè. Ci arrivava e subito bestemmiava perché aveva solo una moneta da 20 centesima e la macchinetta caricava solo un euro. Lì magari incontrava sempre una collega con le sue colleghe a prendersi una pausa ristoro e , per un motivo banale, magari perché il caffè era finito, ci si consultava se si poteva fare una deroga alla circolare del personale andando in un altro punto ristoro ci si conosceva. Magari poi il collega uscendo dal parcheggio di piazza Costituzione andava fino al parcheggio di via Maserati sperando che lei parcheggiasse là. Allora facevano finta di incontrarsi per caso e si davano una mano a togliersi dalle scarpe i rispettivi fanghi dei rispettivi parcheggi e poi facevano insieme quei due kilometri di strada fino alla porta d'ingresso così almeno imparavano a conoscersi almeno di nome e parcheggio. Magari lui a metà mattina mandava una e-mail a lei per invitarla a prendere un caffè ma lei non rispondeva perché era al terzo trasloco del mese e quindi era scollegata. Così lui se ne andava si accendeva una sigaretta e usciva a prendere un caffè ma incontrava il suo capo che gli ricordava che nei corridoi non si poteva fumare e così ritornava nel suo ufficio dove si poteva anche se al collega di stanza dava fastidio e meditava.

Meditava su quanto fosse difficile l'amore ai tempi delle circolari.

-----Messaggio originale-----

Da: Lolli Roberta

Inviato: mercoledì 11 giugno 2003 10.05

A: Quercioli Andrea

Oggetto: R: giornalino

Ho letto attentamente la storia, ma mi sembra veramente un tantino molto fantascientifica sopratutto nel finale. Figurati se fanno circolari del genere !!!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Hello. This post is likeable, and your blog is very interesting, congratulations :-). I will add in my blogroll =). If possible gives a last there on my blog, it is about the Estabilizador e Nobreak, I hope you enjoy. The address is http://estabilizador-e-nobreak.blogspot.com. A hug.