giovedì 22 novembre 2007

> Perdi due minuti per leggere questo messaggio

>

> Leggi questo Tantra.

>

> Il mio amico aprì il cassetto del comodino di sua>

> moglie e ne estrasse un pacchetto avvolto in Carta di

> riso: «Questo -disse- non è un semplice pacchetto, è biancheria intima».>

> Gettò la carta che lo avvolgeva e osservò la seta squisita e il > merletto.>

> «Lo comprò la prima volta che andammo a New York, 8 o 9 anni fa. Non lo > usò mai. Lo conservava per una occasione speciale». «Bene ... credo che

> questa sia l’occasione giusta».>

> Si avvicinò al letto e collocò il capo vicino alle altre cose che > avrebbe portato alle pompe funebri.>

> Sua moglie era appena morta. Girandosi verso di me, disse:

> «Non conservare niente per una occasione speciale, ogni giorno che vivi > è una occasione speciale.»>

> Sto ancora pensando a queste parole ... hanno cambiato la mia vita.> Adesso leggo di più e pulisco di meno. Mi siedo in terrazzo e ammiro il > paesaggio senza fare caso alle erbacce del giardino. Passo più tempo con

> la mia famiglia e gli amici e meno tempo lavorando. Ho capito che la > vita deve essere un insieme di esperienze da godere, non per > sopravvivere.>

> Ormai non conservo nulla. Uso i miei bicchieri di cristallo tutti i > giorni. Mi metto la giacca nuova per andare al supermercato se decido > così e se ne ho voglia. Ormai non conservo il mio miglior profumo per

> feste speciali, lo uso ogni volta che voglio farlo. Le frasi «un giorno> ...» e «uno di questi giorni...» stanno scomparendo dal mio vocabolario.>

> Se vale la pena vederlo, ascoltarlo o farlo, voglio vederlo, ascoltarlo > o farlo adesso. Non sono sicuro di cosa avrebbe fatto la moglie del mio > amico se avesse saputo che non sarebbe stata qui per il domani che tutti

> prendiamo tanto alla leggera. Credo che avrebbe chiamato i suoi > familiari e gli amici intimi. Magari avrebbe chiamato alcuni vecchi > amici per scusarsi e fare la pace per una possibile lite passata. Mi

> piace > pensare che sarebbe andata a mangiare cibo cinese, il suo preferito.> Sono queste piccole cose non fatte che mi infastidirebbero se sapessi > che le mie ore sono contate.>

>

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> Questo TANTRA è arrivato dall’ India. Che tu sia o no superstizioso

> concediti alcuni minuti per leggerlo, d’accordo?

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> Contiene messaggi molto utili per l’anima.

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> E’ un TOTEM TANTRA NEPALESE PER LA BUONA FORTUNA.>

> Questo totem TANTRA ti è stato inviato per la buona fortuna. Ha già

> fatto il giro del mondo circa dieci volte.>

> ISTRUZIONI PER LA VITA:>

> Mangia molto riso integrale;>

> Memorizza il tuo poema preferito;>

>

> Mantieni un fidanzamento di almeno sei mesi prima di sposarti;>

>

>

> Non offendere;

>

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>

> Se qualcuno ti fa una domanda alla quale non vuoi rispondere, sorridi e > ricorda che il più grande amore e i maggiori successi comportano > maggiori rischi.

>

>

> Non permettere che una piccolo disguido danneggi una grande amicizia.

>

> Quando ti rendi conto che hai commesso un errore, correggilo

> immediatamente.>

>

> Sposati con un uomo/donna al quale piaccia conversare.

>

> Quando sarete anziani, la vostra abilità nel conversare sarà più

> importante di qualsiasi altra.

>

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> Invia questo messaggio ad almeno 5 persone e la tua vita migliorerà.

>

> 0-4 persone :la tua vita migliorerà leggermente...

> 5-9 persone :la tua vita migliorerà secondo le tue aspettative!

> 9-14 persone : riceverai almeno 5 sorprese nelle tre settimane

> successive.

> 15 o più persone : la tua vita migliorerà drasticamente e tutto quello

> che hai sempre sognato inizierà a prendere forma.

>

> Perdi due minuti per leggere questo messaggio

>

> Leggi questo Tantra.

Una sera, in un bar, incontrai un uomo che mi raccontò la giornata che aveva appena trascorso.

Al mattino, uscendo per recarsi al lavoro, aveva trovato la sua auto nuovissima con le portiere tutte rigate da un chiodo e le gomme tagliate così aveva dovuto prendere un autobus su cui gli avevano rubato il portafoglio.

Mentre raccontava questo fatto, continuava a sorridere e io pensai: “ Questo uomo dentro di sé deve avere una filosofia di vita talmente positiva che lo fa andare oltre a tutte le piccole contrarietà quotidiane.”

Una volta sul luogo di lavoro il suo capo gli comunicò che la promozione che attendeva da tanto e che oramai era imminente, era saltata perché avevano deciso di privilegiare un collega meno capace ma raccomandato, e che, a causa di una riduzione dei costi, la sua busta paga sarebbe stata decurtata di un 15%.

Mentre raccontava questo fatto, continuava a sorridere e io pensai: “ Questo uomo dentro di sé deve avere una filosofia di vita talmente positiva che lo fa andare oltre a tutte le piccole contrarietà quotidiane.”

Durante la mattinata telefonò alla banca per bloccare la carta di credito che aveva nel portafoglio rubatogli e gli risposero che era arrivato tardi perché il suo conto corrente era già stato svuotato e telefonò pure alla assicurazione per farsi rimborsare il danno all’auto apprendendo che la compagnia di assicurazione era fallita il giorno prima e quindi non avrebbe avuto una lira.

Mentre raccontava questo fatto, continuava a sorridere e io pensai: “ Questo uomo dentro di sé deve avere una filosofia di vita talmente positiva che lo fa andare oltre a tutte le piccole contrarietà quotidiane.”

Rincasando a piedi aveva comperato, con i pochi spicci che gli erano rimasti, un quotidiano dove, in prima pagina, c’era la foto di un pedofilo arrestato il giorno prima e che sembrava il suo sosia e così aveva capito perché durante il tragitto una donna gli aveva sputato addosso chiamandolo porco.

Mentre raccontava questo fatto, continuava a sorridere e io pensai: “ Questo uomo dentro di sé deve avere una filosofia di vita talmente positiva che lo fa andare oltre a tutte le piccole contrarietà quotidiane.”

Una volta in casa aveva trovato un biglietto della moglie che gli annunciava che era partita per rifarsi una vita con un uomo che lui conosceva da vent’anni e che lui riteneva il suo migliore amico.

Mentre raccontava questo fatto, continuava a sorridere e io dissi: “ Lei dentro di sé ha una filosofia di vita talmente positiva che lo fa andare oltre a tutte le piccole contrarietà quotidiane.”

“ Più che altro anni fa, ho avuto una paresi facciale.” mi rispose continuando a sorridere.

Poi mi disse un Tantra Monegasco per la buona fortuna.

ISTRUZIONI PER LA VITA:

Contiene messaggi molto utili per l'anima.

- Mangia molto riso integrale. Probabilmente ti verranno problemi di stitichezza;

- Memorizza il tuo poema preferito ma non dimenticarti il codice del bancomat;

- Mantieni un fidanzamento di almeno sei lustri prima di sposarti;

- Non offendere una persona più grossa e cattiva di te;

- Se qualcuno ti fa una domanda alla quale non vuoi rispondere, non rispondere.

- Quando ti rendi conto che hai commesso un errore, trova subito uno su cui scaricare la colpa;

- Sposati con un uomo/donna al quale piaccia conversare ma che non disdegni anche qualche sana maialata;

- Passa un po’ di tempo in solitudine, sposati;

- Non fidarti di un uomo/donna che fa zapping con il telecomando durante un rapporto sessuale;

- Diffida di un uomo/donna che ti pratica un coito orale continuando a masticare chewing gum;

- Non permettere che una piccolo disguido danneggi una grande amicizia;

- Se trombi con il/la partner del tuo grande amico, prova a farlo passare come “piccolo disguido”;

- Cerca di mantenere la birra al fresco e la gnocca al caldo;

Invia questo messaggio ad almeno 5 persone e la tua vita non cambierà ma almeno avrai rotto le palle a 5 persone.

0-4 persone :la tua vita non cambierà leggermente...

5-9 persone :la tua vita non cambierà secondo le tue aspettative

9-14 persone : riceverai almeno 5 bollette da pagare nei tre mesi

successivi.

15 o più persone : la tua vita continuerà a non cambiare ma probabilmente avrai beccato almeno una persona che ti ha inviato uno dei 50 tantra che ti hanno inchiodato la posta elettronica.

KUERKULISÓ 2001

il Papa in visita a Bologna (1997)

Durante la visita del Papa a Bologna avvenuta negli ultimi giorni di Settembre, si è verificato un notevole panico tra gli organizzatori, quando il Santo Padre ha richiesto insistentemente un incontro con il Presidente.

Gli hanno presentato il Presidente del Consiglio, quello della Repubblica, delle Camere dei Deputati e Senato, della Confindustria, dell’Ordine dei Medici, dell’ass. Italia Polonia (2-0), personaggi eminenti che hanno avuto una accoglienza bonaria ma che non corrispondevano al desiderio di Sua Eminenza.

Finalmente, grazie ad uno studente di teologia fuori corso, il Papa ha potuto incontrare l’unico Presidente che voleva veramente incontrare: quello del Circolo aziendale Unipol, tal Gilberto “Gibbo” Pajoli.

L’incontro è avvenuto nella Sede del Circolo Aziendale dove il Papa si è recato a bordo della sua Pope- mobile ed è stato subito ricevuto da un Pajoli che indossava, per l’occasione, un giubbottino da pescatore con i colori del Vaticano e l’Unità che sbucava da una tasca.

Il colloquio è durato alcune decine di minuti e si è svolto a porte chiuse, ciò nonostante da fonti attendibili appostate dentro gli armadi del Circolo, pare che sia stato estremamente cordiale.

Argomento all’ordine del giorno pare che sia stata la pesca, e il Presidente pare che abbia colto l’occasione per seppelire una vecchia polemica nata durante una gara al lago di Nazareth in cui fu battuto da un giovane capellone accusato di avere moltiplicato i pesci pescati. Colpito da tanta disponibilità, pare che il Santo Padre abbia allora rivelato il terzo segreto di Fatima a cui il Presidente ha ricambiato con gli ultimi pettegolezzi sulle relazioni extra coniugali all’interno dell’Azienda.

A fine colloquio, il Presidente ha omaggiato il Santo Padre con una maglietta grigia del Circolo.

Il Papa, commosso, ha manifestato l’ intenzione di ricambiare intercedendo presso il Suo Capo per un miracolo a scelta. Pare che le opzioni disponibili fossero:

¨ mettere in scena una festa del Circolo Aziendale ad un costo decente;

¨ vincere tutte le coppe di tutti i tornei interaziendali;

¨ far resuscitare il cervello di Morandi;

¨ far ripercorrere a Mazzoni tutti i martiri subiti dai numerosi Santi compreso l’arrostimento dei testicoli e l’impalamento.

Circa la scelta del Presidente non ci è stato dato da sapere, è certo però che ha rifiutato cortesemente ma fermamente il Santo invito a presenziare al mega concerto che si è svolto in serata con la motivazione che aveva già preso un impegno con Bussani.

mercoledì 2 maggio 2007

Parlo Positivo

INVECE DI DIRE
PROVA A DIRE
Non posso perché vado a prendere un caffè alla macchinetta.
Non posso perché
ho una colazione di lavoro.
Ho una bega.
Ho un’occasione di crescita professionale.
Se continua così mi metto a vendere rose ai semafori
Ho ottime prospettive presso una rete di vendita esterna.
Ho fatto un casino
Ho sviluppato un aspetto complesso
della questione.
Non posso perché vado in bagno che ho la caghetta.
Non posso perché devo gestire
una priorità organica.
Nel mio ufficio sono l’ultima ruota del carro.
Sono una delle quattro forze motrici
della mia struttura.
Ho preso dell’ asino.
E’ stata riconosciuta la mia forza trainante.
Oggi ho avuto una giornata
di merda.
Oggi ho fatto una prova sulla mia capacità di gestire eventi negativi imprevisti.
Ho perso la giornata a chiacchierare con i colleghi.
Investo parte del mio tempo
a fare spogliatoio.
Ho perso la giornata a fare solitari con il PC.
Investo parte del mio tempo a prendere confidenza con la tecnologia informatica.
Ho fatto una cazzata.
Ho messo l’accento sulle contraddizioni implicite del processo decisionale.
Nella riorganizzazione me l’hanno messo in quel posto.
Nella riorganizzazione è stata esaltata la mia professionalità a 90 gradi.
Il mio capo mi ha mandato a fare delle pippe
Il mio capo mi affida missioni
dove ho mano libera.
A casa ho trovato un biglietto di mia moglie che diceva che fuggiva con un mio dirigente.
Io all’azienda do molto.

3 Ispezioni di rischio 3

Prima Ispezione:

Di fronte alla porta la sigaretta raggiunge il marciapiede e viene subito ammazzata dalla punta di una scarpa lucidissima.
Un primo tocco al nodo della cravatta, un secondo ai capelli per persuaderne uno particolarmente ribelle alla coercizione del gel, un terzo a un granello minuscolo sfacciatamente posato sul panno della giacca di cui si allaccia il bottone. Nasconde sotto la lingua la professionale mentina atta a celare la professionale alitosi e spalanca la porta. L'occhio è allenato a situazioni come queste, nessuna disposizione interna lo può cogliere in contropiede e infatti individua subito il bancone, le impiegate, la disposizione dell'ufficio.
- Salve! sono Marcioli della direzione!- annuncia come le cinciallegre e i passerotti presentano un nuovo giorno, radioso e felice.
La ragazza si sdilinqua e contorce ignara del bisogno di una decisa detartrasi per quel sorriso direzionale. Dimentica del bon-ton dell'impiegata che riceve l'emissario del Potere Centrale, tenta di sopperire con un'arte della seduzione imparata sui fascicoli di "Donna moderna" e vanificate,tra l'altro, da un sex- appeal improbabile come la pace nel mondo.
Nel sancta santorum agenziale parte subito una stretta di mano decisa, rassicurante come la mano del padre. " Ci sono qua io, ora, và tutto bene."
Il mondo è prospero e gaudente con il tuo tecnico efficiente, capace di spostare il culo da una poltrona per ospiti in finta pelle (la poltrona non gli ospiti) ad un sedile di auto in vera pelle (il sedile non l'auto) e viceversa.
- Allora, che si dice in Compagnia ?
- Si dice poco e si lavora molto.
E si continua così, come si conviene tra uomini di business, ironici con misura, serie in buon umore con buon senso.
In seguito il Cliente vedrà andar via un tecnico capace, disponibile, che sa il fatto suo e ha a cuore le sorti della sua fabrichetta, e anche la stretta di mano dell'agente è meno umida, più rilassata.
- Bevi qualcosa ? - chiede con gratitudine.
- No grazie.- risponde l'altro con un sorriso dolce.- Devo andare
In un film la camera lo seguirebbe mentre va verso il tramonto con un sottofondo di blues fino alla dissolvenza.



II° Ispezione:


Il sottile strato di polvere che appanna il cuoio delle scarpe, pare trattenere i suoi piedi sui gradini. Eppur si muovono strascicando un po' la suola e portando un corpo ancora ingobbito dalla posizione di guida. Di fronte alla porta ingolla una boccata d'aria che esalta l'effetto della nicotina nei polmoni, poi entra dentro, con le falde della giacca impegnate a raccogliere minuscole particelle di cenere e il nodo della cravatta che tenta, invano, di nascondere il bottone slacciato del colletto.
- Salve (rumore di gola che si schiarisce) sono Marcioli della Direzione.
La ragazza dietro al bancone dà una mano di cortesia al muro dell'indifferenza, ma molto sottile, giusto un velo continuando la metodica ruminazione del chewing-gum lo porta dall'agente.
Trova la sua mano troppo sudata e molliccia, il suo sorriso troppo stereotipato, l'arredamento troppo pretenzioso e anche, ad essere sinceri, non comodo. In quanto ai diplomi ben incorniciati e le foto di famiglia sulla scrivania... non spreca un ulteriore sguardo per l'ennesima replica di un filmetto di serie B.
- Cosa si dice in Compagnia ?- esordisce l'anfitrione con invidiata originalità.
- Solita roba.- risponde l'altro lordando subito il portacenere della macchina e reprimendo un improvviso bisogno di scoreggiare.
Luoghi comuni e care e buone vecchie banalità di repertorio non sufficienti però con il cliente troppo pignolo e la lingua che pare di lamiera e inceppa il ritmo del discorso, con le parole giuste che giocano a rimpiattino, si mostrano appena per poi fuggire beffarde, un pelo fuori portata.
Su tutto, sovrana, la voglia di fuggire o,in alternativa, di togliersi le scarpe.
- Andiamo a bere qualcosa?- invoca un tecnico oramai deligittimato una volta fuori dal supplizio.
- Scusami sai, ma ho un appuntamento con un altro cliente.- risponde l'altro temendo che il suo naso si allunghi.
Una ulteriore stretta di mano, più umida e frettolosa della precedente, poi l'auto parte come in una fuga.

III° Ispezione:

Dal radiatore dell'auto esce un fumo denso e chiaro che accarezza il muro contro il quale si è fermata. Anche senza questo insolito e cruento posteggio, un eventuale malfattore sarebbe scoraggiato dall'aspetto dell'abitacolo pieno di lattine semi vuote e semipiene di birra da poche lire, mozzicone di marche diverse di sigarette, cartine geografiche incastrate in giornali porno, musicassette di Tom Waits.
Con passo robotico sale le scale seguito dalla cintura dell'impermeabile che spazza i gradini, un laccio segue la scarpa impolverata dimenandosi impazzito, la cravatta sembra un cappio sulla camicia macchiata e un po' fuori dai pantaloni.
Di fronte alla entrata alza un piede preparandosi all'irruzione, ma la scarpa ricade in avanti sbilanciandolo fino a che la fronte sbatte, pesantemente, contro la targhetta di metallo riuscendo così a compiere quella operazione di aprire il battente che ,generalmente, si fa con mano e maniglia.
- Saaalve- annuncia facendo passare le parole su quella grattugia che gli sembra di avere nella gola
- Sono ... Marcio... sono Marcioli,sì, della direzione, cazzo.
La ragazza dietro al bancone abbassa lentamente le braccia che aveva alzato e tenta un sorriso parecchio forzato verso quel personaggio che tenta di tamponarsi un taglio sulla fronte usando la cravatta.
L'agente,più professionalmente, nota la patta spalancata nei pantaloni che spicca in mezzo ad una costellazione di pieghe, briciole e macchie di ignota provenienza. Ritira prontamente la mano tesa e,peraltro, del tutto ignorata, e ride nervosamente ai suoi commenti sul fisico delle ragazze, commenti senz'altro precisi da un punto di vista anatomico ed enunciati con voce da stadio settore curva.
- Che si dice in compagnia ? - dice l'agente con voce falsamente garrula una volta a bordo dell'auto.
La risposta arriva sotto forma di conato e un odore tremendo di panino autostradale, invade la radica e la pelle dell'abitacolo.
Dopo un certo periodo di tempo il tecnico è di nuovo solo.
L'agente è ancora dal cliente nel tentativo di sedare una crisi isterica.
" Forse non dovevo sbattergli la testa contro la scrivania e chiamarlo zuccone" pensa con encomiabile spirito autocritico " D'altra parte quella clausola l'avevo già spiegata sei volte !"
Ma non c'è tempo per i rimpianti, non è il momento per chiedersi che fine ha fatto la borsa che, ricorda vagamente, di aver avuto, o in quale circostanza si è tolto la cravatta per legarla sulla fronte a mò di guerrigliero.
Nel bar di fronte c'è una discussione che promette bene. Forse sfocerà in rissa e c'è ancora del tempo prima di arrivare a casa.

Killer Office

"Quando una cosa si ha da fare, si ha da fare." si disse l'assassino aprendo un cassetto della scrivania e scostando i fogli che nascondevano la pistola. Impugnandola saldamente si alzò dalla sedia e andò alla porta scostandola un poco per spiare fuori. Tese dapprima l'orecchio e colse voci lontane, una risata isolata, lo squillo di un telefono nervoso e inascoltato. Tipici rumori di un fine pomeriggio dentro un ufficio. La sua testa oltrepassò la soglia facendolo simile a quei trofei di animali nelle case inglesi, scrutò a destra e a sinistra lungo la teoria di porte bianche che interrompevano la monotonia delle pareti bianche, nude e crude sotto la luce bianca. In mezzo a tutto quel biancore stranamente così tendente al grigio, guardò attentamente fino alla fine del corridoio non scorgendo nessun essere umano e neanche un funzionario. Finalmente uscì nel corridoio e prese ad avanzare, senza nessun rumore, sulla moquette sbiadita. Deciso e apparentemente tranquillo, teneva il braccio destro disteso lungo il corpo con la mano che impugnava l'arma un poco nascosta dietro la coscia.
Arrivò di fronte all'ufficio che gli interessava. La porta, solitamente aperta, era solo accostata lasciando comunque intravedere una parte dell'arredamento. Il killer sbirciò all'interno inquadrando l'unica scrivania, perpendicolare alla porta.
Lì era seduta la vittima.
Il capo chinato non per una quotidiana sottomissione ma in una lettura di alcuni fogli lì davanti, la fronte solcata da rughe nate da un inutile sforzo concentrativo, più contorte delle pieghe della camicia, peraltro inappuntabile, le spalle distese, rilassate, ignare del pericolo imminente.
Sarebbe bastato forse un piccolo gesto per evitare l'inevitabile. Una mano che disfa il nodo della cravatta, un mezzo giro di sedia per lasciare vagare l'occhio, finalmente improduttivo, fuori dalla finestra, uno sbadiglio liberatorio e senza ritegno.
Ma non accadde niente di tutto ciò. Anzi, la vittima tracciò un piccolo segno giallo con l'evidenziatore annuendo pensosamente e il Giustiziere allora mise la pietra tombale su ogni scrupolo, su momenti condivisi, su un futuro già passato remoto.
E agì.
Con il braccio sinistro spalancò piano la porta mentre l'arma si alzava al livello di mira.
- Capo ?- disse dolcemente come se svegliasse un bimbo che deve andare a scuola.
Il bersaglio alzò il viso accompagnando lo sguardo un po' sorpreso da un automatico: - Sì ?
Contemporaneamente il killer premette il grilletto e dalla pistola uscì un "plop".
Subito una freccetta con ventosa comparve sulla fronte del bersaglio rendendolo simile ad uno stupito liocorno.
Lo sparatore soffiò dentro la canna dell'arma, consapevole dell'inutilità del gesto, dopodiché se ne andò via senza un sorriso, silenziosamente come era venuto.